MEDICI PER IL FUTURO

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Intervista a Giuseppe Musumeci

 

Giuseppe Musumeci, Direttore della SC di Cardiologia dell’ ASO Santa Croce e Carle di Cuneo, ci parla della cardiologia.

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Psicologia cerca posto tra i Lea: La sanità pubblica è un servizio per tutti?

Nel futuro la sanità riuscirà a soddisfare le esigenze di tutti?

Sarà questo l’interrogativo centrale del convegno in programma per Mercoledì 15 Novembre alle 20.30 al palazzo Banca d’Alba, organizzato dall’ associazione Medici per il futuro insieme a Gazzetta.

I relatori rifletteranno sul presente e sul futuro della sanità a partire dalla piena operatività dei nuovi “Livelli essenziali di assistenza”: i cosiddetti Lea, che descrivono in modo preciso prestazioni e attività coperte dal servizio sanitario nazionale.

«L’idea che mi ha spinta, insieme ai miei collaboratori Erika Pompili e Paolo Borla, a organizzare il convegno, è stata a volontà di rafforzare il dialogo tra i cittadini e le istituzioni ed enti su tematiche di salute e di sanità. Non penso sia giusto che il cittadino subisca passivamente decisioni senza essere correttamente informato e senza che gli vengano forniti gli strumenti conoscitivi necessari per poter essere parte attiva», spiega la presidente di Medici per il futuro Eleonora Franzini Tibaldeo.

L’ingresso è libero.

*La fonte del’ articolo completo QUI

“Un’ momento per riflettere”

Articolo del Sole 24 Ore Sanità

Scritto da Francesco Medici, Consigliere Nazionale Anaao Assomed


“Anche per i medici l’obbedienza non è più una virtù”

Ho partecipato a un corso di formazione organizzato dalla Fondazione Pietro Paci presentato da un collega di rara bravura, Gabriele Gallone. In una delle relazioni veniva presentato un esperimento condotto nel 1961. Ne sono rimasto colpito (scioccato per la verità) anche perché alla luce dell’esperimento ho rivalutato alcuni miei comportamenti professionali e quelli di molti di noi.
Attraverso l’esperimento il professor Stanley Milgram voleva capire e valutare come fosse stato possibile, prima e durante la seconda guerra mondiale, commettere atrocità nei confronti degli ebrei. Come fu possibile convincere molti soldati a uccidere e torturare altri esseri umani, non in una azione di guerra, ma solo obbedendo a degli ordini. L’obiettivo dell’esperimento era valutare il comportamento di soggetti ai quali un’autorità, nel caso specifico uno scienziato, ordinava di eseguire delle azioni in conflitto con i valori etici e morali dei soggetti stessi. Vennero selezionati alcuni soggetti, presi tra la popolazione. Fu loro comunicato che avrebbero collaborato, dietro ricompensa, a un esperimento sulla memoria e sugli effetti dell’apprendimento. Il ricercatore ordina al soggetto di punire con scosse elettriche, che quest’ultimo crede siano dolorose, un altro soggetto, che in realtà è un attore e complice. Il ricercatore aveva il compito, durante la prova, di esortare in modo pressante l’insegnante: “l’esperimento richiede che lei continui”, “è assolutamente indispensabile che lei continui”, “non ha altra scelta, deve proseguire”. Il grado di obbedienza fu misurato in base al numero dell’ultimo interruttore premuto da ogni soggetto prima che quest’ultimo interrompesse autonomamente la prova oppure, nel caso il soggetto avesse deciso di continuare fino alla fine, al trentesimo interruttore (morte del soggetto). Soltanto al termine dell’esperimento i partecipanti furono informati del fatto che la “vittima” non aveva subito alcun tipo di scossa. Contrariamente alle aspettative, nonostante i 40 partecipanti mostrassero sintomi di tensione e protestassero verbalmente, il 65% del campione obbedì pedissequamente allo sperimentatore.

Questo stupefacente grado di obbedienza, che ha indotto i partecipanti a violare i propri principi morali, è stato spiegato in rapporto ad alcuni elementi, quali
“l’obbedienza indotta da una figura autoritaria considerata legittima, la cui
autorità induce uno stato eteronomico, caratterizzato dal fatto che il soggetto
non si considera più libero di intraprendere condotte autonome, ma strumento
per eseguire ordini”. I soggetti dell’esperimento non si sono perciò sentiti
moralmente responsabili delle loro azioni, ma esecutori dei voleri di un potere
esterno.

Alla creazione del suddetto stato eteronomico concorrono tre fattori:

  • percezione di legittimità dell’autorità (nel caso in questione lo sperimentatore
    incarnava l’autorevolezza della scienza)
  • adesione al sistema di autorità (l’educazione all’obbedienza fa parte dei processi
    di socializzazione)
  • le pressioni sociali (disobbedire allo sperimentatore avrebbe significato
    metterne in discussione le qualità oppure rompere l’accordo fatto con lui)

Perché l’esperimento mi ha colpito tanto? Una settimana fa ho affrontato un
familiare esasperato dal vedere sua madre assistita su una barella, in attesa di
ricovero da tre giorni, posizionata in un sottoscala (il nostro pronto soccorso è
sotto terra), assistita in contiguità con altre barelle, in assenza di ogni privacy ed
inutile dirlo da ogni confort, con negli occhi solo luci al neon accese H24, vicino
ad altri malati alcuni sofferenti e lamentosi, altri legati per evitare loro episodi di
autolesionismo, con parenti allontanati.
Per fare capire al familiare che non vi erano alternative a quel tipo di assistenza,
nessuna alternativa possibile in assenza di posti letto, mi ha detto: «Sì va bene
ma voi se accettate di lavorare così siete complici».
E allora una domanda. Quanto siamo diversi, noi medici che accettiamo di
curare in questi modi i nostri malati, che accettiamo che una visita ambulatoriale
possa essere programmata tra un anno, che alle proteste dei pazienti diciamo
che non vi sono alternative, che così perché così ci è stato detto.
Non siamo noi stessi, inconsapevolmente in uno stato eteronomico tanto che il
medico non si considera più libero di intraprendere condotte autonome, ma
strumento per eseguire ordini.
Se siamo sempre più soggetti ai quali un’autorità, nel caso specifico “le istituzioni”, ordinano di eseguire delle azioni in conflitto con i nostri valori etici e morali”, i nostri comportamenti sono improntati a “scienza e coscienza” o a “così è se vi pare”?
Mi direte: noi non eroghiamo scosse, non torturiamo, non uccidiamo ma viceversa salviamo vite. Vero ma questo non fa che aumentare l’inganno. Negare prestazioni sanitarie, prevedendo indagini e visite a templi biblici, costringendo i pazienti a pagare di tasca propria 34,5 miliardi di euro non configge coi i nostri principi, contro il nostro giuramento professionale, contro il nostro essere medici pubblici, vincitori di un concorso pubblico? Non riuscire ad assistere al meglio i nostri pazienti dovendo correre di qua e di la, non configge con l’idea che avevamo di noi, del nostro sentire la nostra professione? Riempire moduli su moduli invece di visitare è etico? I nostri sogni di studenti in medicina ce li ricordiamo? E il giuramento di Ippocrate?
Oggi la voglia di fuggire, togliere la spina, andare in pensione, abbandonare l’ospedale, pensare solo e soltanto alla pensione è una strategia per allontanarci, fuggire le nostre responsabilità di cittadino, di Medico.

Guardate il filmato di Milgram. Noi, nel 65% dei casi, come i cittadini dell’esperimento, sudiamo, ci agitiamo, vorremmo fuggire, ci indigniamo, ma seppure sentiamo lamenti, richieste di aiuto, richieste di attenzione, dignità nelle cure …. andiamo avanti perché cosi si fa, così ci viene detto, ci viene ordinato. Ci deresponsabilizziamo. Non siamo costretti a spingere fino all’ultimo bottone, la scarica che porta alla morte. Possiamo fermarci prima. Non dobbiamo necessariamente abbandonare, dobbiamo e possiamo combattere.

Fra non molto si voterà. Ciascuno di noi potrebbe farsi promotori di iniziative.

1.I malati non possono essere curati sotto terra e in assenza di spazi adeguati.
Dopo 24 ore devono essere ricoverati nei reparti. Il numero dei posti letto
necessari in Italia non li stabilisce una iniqua legge dello Stato, ma deve essere
determinato dalle esigenze (vere).

2.Si stabiliscano per ogni tipo di malattia i tempi massimi di attesa per
diagnostica e/o visita specialistica. Superati quei termini il malato deve avere il
diritto a ricevere la prestazione pubblica accedendo alla attività intramoenia
aziendale ma con costi a carico della ASL. Scommettiamo che le aziende si
organizzerebbero?

3. Il tetto di 3.7 post letto per acuti sono una teoria sbagliata. I malati hanno
diritto costituzionale alle cure. Facciamo valere la nostra costituzione.

4. La quota del 6.8% del Pil speso oggi per la Sanità è poco, vicino alla soglia dei paesi in via di sviluppo. Siano le esigenze dei pazienti, sia il rispetto dei Lea a determinane la spesa non solo dei burocrati del Mef.

Diventi la sanità una priorità dello Stato, così come lo è stata la scuola e come è il lavoro. Impariamo a denunciare, a disobbedire, a segnalare le situazioni.
Inviamo segnalazioni al direttore generale, all’assessore la sanità, all’Odm. Che non possano dire “non sapevamo”. Non siamo stati noi ad ordinare … Io prenderò contatto con alcune associazione dei diritti del malato ed insieme a loro proporrò un manifesto da affiggere nei luoghi di lavoro.
Costringiamo le istituzioni a “prendersi carico”, evitiamo di essere solo pedine inermi del sistema. Guardiamoci con i nostri occhi ma al momento della laurea, al momento del nostro giuramento. Ricordando don Milani, l’obbedienza non è più una virtù.


[link della fonte dell’ articolo qui]

Dalle cure per tutti all’uso razionale dei farmaci per far quadrare i conti

 

Dalle cure per tutti all_uso razionale


Abbiamo posto alla presidente di Medici per il futuro, Eleonora Franzini Tibaldeo, alcune domande, per capire la serata del 15 novembre.
Quali argomenti verranno dibattuti?
«Partendo dall’ art. 32 della Costituzione sul diritto universale alla salute spiegheremo perché siamo passati da una sanità per tutti, a un uso, di certo più razionale delle risorse, ma che ha determinato l’avvento della medicina amministrata, vincolata dal pareggio economico.
Si parlerà dei nuovi Lea, di burocrazia e della medicina in affanno.
Cercheremo di capire perché il medico è diventato prescrittore e non più colui che cura».
Qual è oggi il rapporto dei cittadini con la sanità?
«Recenti sondaggi evidenziano che una buona percentuale di pazienti intervistati non
è soddisfatta del servizio sanitario nazionale per le difficoltà all’ accesso alle cure, i crescenti tempi di attesa e i costi. Allora ci chiediamo cosa ci offrirà in futuro la sanità? Saprà rispondere alle esigenze degli utenti sempre più anziani e cronici?

E il blocco delle assunzioni quanto potrebbe influire?
Che ruolo avrà la sanità privata?

Auspichiamo pertanto una sentita presenza di pubblico con domande e interventi».

a.r.

Dott.ssa Erika Pompili

Mi chiamo Erika Pompili e sono una giovane collega alla ricerca del proprio posto nel mondo. Da sempre desidero diventare medico di famiglia e, tra un lavoro e l’altro, sto cercando di realizzare il mio sogno.

Intanto, date le innumerevoli difficoltà che ho riscontrato nell’ avvicinarmi alla professione, organizzo corsi di “primo soccorso” per colleghi neolaureati, sostenuta con forza dall’ associazione Medici per il Futuro, della quale faccio orgogliosamente parte: come si compila una ricetta? Cos’ è una “dematerializzata”? Quando si pagano le tasse? Come funziona l’ ENPAM? A tutto c’è una risposta e ottenerle tutte insieme senza dover impazzire rende la vita molto più facile!

Assieme ai colleghi di Medici per il Futuro abbiamo inoltre creato numerosi corsi di ripasso (gratuiti!) per la preparazione ai test di ingresso di specialità e di medicina generale che hanno spaziato dalla lettura degli ECG alla medicina interna, passando per gli innumerevoli esami obiettivi.

Il 17, 18 e 19 Novembre si voterà per eleggere i nuovi componenti dell’Ordine dei Medici di Cuneo e noi di Medici per il Futuro pensiamo sia necessario che anche la giovane classe medica sia rappresentata: abbiamo bisogno di appoggio per avvicinare i neolaureati alla professione col minor carico d’ansia possibile, di mantenere le borse di studio per pagare le prime salatissime rate della Cassa Previdenziale e magari anche di istituire dei contratti di specializzazione regionali, per aumentare il numero di giovani professionisti che nei prossimi anni riusciranno ad arrivare là dove hanno sempre sognato.

Se credi che tutto questo sia importante, segnati su Google Calendar queste date e vieni a darci una mano: insieme possiamo arrivare dove da soli non penseremmo mai.


SANITA’: IERI,OGGI,DOMANI UNA SANITA’ PER TUTTI?

 

CONVEGNO:
SANITA’: IERI,OGGI,DOMANI UNA SANITA’ PER TUTTI?
Alba, 15 novembre 2017
Palazzo Banca D’Alba-Via Cavour 4
Ore 20:30

L’Associazione Medici per il Futuro (MPF), in collaborazione con Gazzetta d’Alba e grazie al supporto di Fondazione Banca d’Alba Onlus e i patrocini di Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Cuneo, Ordine Psicologi Piemonte, A.S.L CN1, ASL CN2 ALBA-BRA, Città di Alba promuove il convegno “SANITA’: IERI, OGGI,DOMANI UNA SANITA’ PER TUTTI ?” con l’intento di fare il punto della situazione attuale alla luce delle recenti e importanti novità.

La situazione della sanità italiana non è rosea: possiamo parlare tranquillamente di una sanità in affanno per colpa tra le altre cose della troppa burocrazia. In questo contesto la sanità di domani riuscirà ancora a garantire le cure a tutti i cittadini o diventerà una sanità per pochi?

Il convegno rappresenta dunque un’importante occasione per ripercorrere gli
eventi che hanno portato alla situazione attuale e provare a delineare il futuro della sanità italiana e quindi dei suoi cittadini.

locandina

Evento GISE Torino

“GISE Post Mi, Clinical case Challenge, Ottimizzazione della terapia antiaggregante a lungo termine nel paziente colpito da IM.”

 

evento-GISE-Torino

Evento gratuito
7 ECM per medici con specialità in: Cardiologia, Urgenza Medicina Interna.
Possono partecipare studenti iscritti al 5° e 6° anno e medici neo-abilitati previa iscrizione gratuita all’associazione Medici per il Futuro, tramite mail: mediciperilfuturo@gmail.com

Obiettivo Formativo: applicazione nella pratica quotidiana dei principi e delle procedure dell’evidence based practice (EBM – EBN – EBP)

L’iscrizione dà diritto a:
– Partecipazione alle Sessioni Scientifiche;
– Materiale congressuale;
– Vitto previsto durante l’iniziativa;
– Attestato di partecipazione;

programma-2

Programma.png

 

Relatori:
Alessandro Aprile (Ciriè, TO)
Tiziana Aranzulla (Torino)
Lucia Barbieri (Vercelli)
Sante Bongo (Novara)
Ivan Calchera (Monza)
Giorgio Caretta (La Spezia)
Battistina Castiglioni (Varese)
Plinio Lorenzo Cirillo (Napoli)
Maria Rosa Conte (Torino)
Mauro De Benedetto (Cuneo)
Michele De Benedictis (Cuneo)
Francesco Della Rovere (Genova)
Antonio Della Valle (Cuneo)
Angelo Di Leo (Ciriè, TO)
Marco Ferlini (Pavia)
Luigi Fiocca (Bergamo)
Anna Gonella (Cuneo)
Alfonso Ielasi (Seriate, BG)
Pietro Greco Lucchina (Torino)
Diego Maffeo (Brescia)
Alessandro Martinoni (Magenta, MI)
Emanuele Meliga (Torino)
Giuseppe Musumeci (Cuneo)
Annamaria Nicolino (Savona)
Enrico Passamonti (Cremona)
Isidoro Pera (Lecco)
Irene Pescetelli (Biella)
Emanuela Piccaluga (Milano)
Giorgio Quadri (Rivoli, TO)
Claudio Rapetto (Imperia)
Andrea Rognoni (Novara)
Andrea Rolandi (Genova)
Alessandra Russo (Abate-Gallarate, VA)
Filippo Scalise (Monza)
Gioel Gabrio Secco (Alessandria)
Marco Sesana (Desenzano Del Garda, BS)
Francesco Soriano (Milano)
Daniela Trabattoni (Milano)
Alessandra Truffa Giachet (Asti)
Fabrizio Ugo (Torino)
Ferdinando Varbella (Rivoli, TO)
Matteo Vercellino (Alessandria)
Guido Vittori (Rho, MI)

Potete scaricare il volantino dell’ evento con tutte le informazioni -con un analisi d’immagine maggiore- in formato PDF, QUI.

 

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